Un voto per la dignità

Non potersi difendere. In quanti di voi hanno mai provato questa sensazione, questa condizione?
Si tratta di quello che, talvolta, vivono le persone della comunità LGBT quando, a causa del loro
orientamento sessuale, si vedono negare case, posti a sedere in un ristorante, o quando si
sentono insultare sui social e per strada. Lo sapevate? vedere l’articolo

“L’ODIO NON È UN’OPINIONE”

La libertà di espressione deve andare a minare la dignità di un altro essere umano? È questa una delle domande fondamentali da porsi quando si pensa alla votazione sull’estensione della legge antirazzismo, che prevede di estendere gli articoli penali contro le discriminazioni razziali anche all’orientamento sessuale. vedere l’articolo

Poniamo un freno all’omofobia

Il 2020 è cominciato con l’ennesimo atto di violenza contro le persone LGBTQ+, nello specifico con l’aggressione fisica di due ragazzi a Zurigo solo perché omosessuali. Se si naviga sui social sempre più spesso, purtroppo, si possono leggere commenti umilianti, denigratori e diffamatori, rivolti a persone appartenenti alla comunità LGBTQ+, sulla bacheca pubblica. L’odio online sta dilagando, ma ciononostante lo si minimizza perché avviene dietro uno schermo – come se facesse meno male alle persone coinvolte per questo motivo. vedere l’articolo

Le discriminazioni non sono opinioni

Il 25 settembre 1994 il 54.6% dei votanti approvò l’entrata in vigore della norma penale antirazzista, rendendo così punibile odio e discriminazioni basate sulla – passatemi la citazione poco felice del Codice penale – “razza”, etnia o religione. vedere l’articolo

Comunicato stampa – Votazione sull’iniziativa “Più abitazioni a prezzi accessibili” SÌ a più abitazioni accessibili. Stop agli speculatori!

In Ticino gli affitti continuano ad aumentare. Molte famiglie, i giovani in cerca di indipendenza, i pensionati e molti altri fanno fatica a trovare una buona abitazione con una pigione sopportabile. I profitti di pochi pesano sulle spalle di molti. Votando Sì all’iniziativa popolare “Più abitazioni a prezzi accessibili”, il 9 febbraio possiamo cambiare questa tendenza e compiere un importante passo avanti in favore delle inquiline e degli inquilini. vedere l’articolo

Comunicato stampa

Il Parlamento federale ha deciso durante la scorsa sessione di dicembre di consentire l’acquisto di nuovi aerei militari per un importo massimo di 6 miliardi di franchi svizzeri. Questo nonostante il popolo abbia respinto nel 2014 in modo netto l’acquisto dei Gripen per una spesa ben inferiore (3.1 miliardi di franchi). vedere l’articolo

Comunicato stampa

La Gioventù Socialista Ticino è delusa dalla legge sul salario minimo, perché la soluzione che è stata trovata non permette veramente di accedere a una vita dignitosa. A nostro avviso, il salario minimo è urgente perché si tratta di una misura che possiamo attuare contro il dumping salariale e contro la precarietà di chi vive in Ticino. vedere l’articolo

Se ti batte NON ti ama!

Donna*, se lui* è geloso* è perché sei troppo bella*, se ti picchia è perché vuole domarti, se ti stupra è perché lo* hai provocato*. La colpa è sempre tua, sei te che come donna* sei in errore. NO! Questo è solo il frutto di una società machista e violenta, combatti e denuncialo*! vedere l’articolo

Un voto per Marina

 

Il primo turno delle elezioni federali è stato sicuramente marcato dalle mobilitazioni per il clima e dallo sciopero femminista, ridipingendo il Consiglio nazionale di verde e riempendolo di donne come mai era accaduto finora nella storia della Svizzera. Una scelta chiara, che riflette una sensibilità ambientale degna della problematica alla quale siamo confrontati e una frustrazione per le disparità di genere irrisolte a quasi 40 anni dall’introduzione dell’articolo costituzionale sulla parità di genere. Una scelta chiara, ma ancora incompiuta vedere l’articolo

Questa volta per i giovani (ma non solo) votare sarà facile.

Votare al ballottaggio per gli Stati è tecnicamente semplice: la scheda è una sola, i candidati sono quattro e può bastare una crocetta. Questa volta, però, per tutti i giovani preoccupati per l’ambiente e i problemi della gente comune sarà facilissima anche la scelta.Abbiamo imparato dalla buona civica che i politici vanno giudicati non sulla base delle promesse elettorali bensì sulla coerenza delle loro azioni e delle loro decisioni. vedere l’articolo

Il 17 novembre voto unico per Marina!

Il prossimo 17 novembre si presenta per il Ticino un’occasione storica; infatti non solo possiamo eleggere la prima donna ticinese al Consiglio degli Stati, ma possiamo anche eleggere la prima socialista ticinese. Marina Carobbio rappresenta, in questo senso, una prima volta per il Ticino, una prima volta che si è oramai fatta attendere per 171 anni vedere l’articolo

Comunicato Stampa contro l’iniziativa “per una previdenza vecchiaia sicura e sostenibile (iniziativa sulle pensioni)”

La Gioventù Socialista Ticino si dichiara fortemente contro l’iniziativa “Per il pensionamento a 66 anni”, lanciata dalla gioventù liberale-radicale.

Una proposta simile non può essere accettata. Specialmente in Ticino, il mercato del lavoro è già allo sbando tra agenzie interinali e padroni che preferiscono assumere manodopera italiana a basso prezzo invece di premiare l’impegno di migliaia di lavoratori/rici autocton*. vedere l’articolo

Assemblea annuale – Comunicato stampa

Sabato 26 ottobre la Gioventù Socialista Ticino ha svolto la sua assemblea annuale alla sala stampa di Bellinzona. Il punto principale dell’ordine del giorno era il rinnovo delle cariche, ma sono state anche prese decisioni riguardanti l’attualità cantonale e federale. vedere l’articolo

Ora basta lavorare gratis!

Donna*, tu devi lavorare gratis per 71 giorni e mezzo ogni anno. Non importa se fai lo stesso lavoro del tuo collega maschio*. La tua colpa è una sola: essere donna*. Punto. vedere l’articolo

I soldi non ci sono! Per il 99%

Abbassare i costi per la salute? Non si può! Finanziare l’AVS? Forse, però con i sacrifici di chi lavora. Contrastare l’emergenza climatica? Sì, proviamoci, ma piano. E se sì, facciamola pagare al ceto medio e a chi è già in difficoltà. vedere l’articolo

Il lavoro del Ventunesimo secolo fa male alla salute?

I dati raccolti dall’Ufficio federale di statistica e dalla sesta indagine europea sulle condizioni di lavoro sono preoccupanti.

Nel nostro paese si lavora più a lungo che in quelli limitrofi, la settimana a tempo pieno è infatti di 42 ore contro le 39 della media europea. Non solo, una persona su 10 deve negoziare individualmente il suo contratto di lavoro, questo significa che la loro posizione è estremamente debole rispetto a quella dei datori di lavoro. vedere l’articolo