Riforma fiscale: un'altra truffa - Comunicato Stampa

14.07.2019

Come GISO respingiamo la riforma fiscale presentata all’unanimità dal Consiglio di Stato, in quanto si tratta dell’ennesimo regalo ai ricchi e alle grandi aziende che farà mancare importanti entrate allo Stato. La priorità della politica dovrebbe essere quella di affrontare seriamente l’emergenza sociale che sta vivendo il Ticino, non sgravare ancora di più l’1% più ricco della popolazione promettendo in cambio limitati investimenti sociali.
Il Consiglio di Stato ha recentemente presentato la nuova riforma fiscale, sostenuta all’unanimità e presentata come un "equo scambio" tra sgravi fiscali e investimenti per l'istruzione, per la socialità e la cassa pensione cantonale. L'approvazione governativa del nuovo piano di sgravi fiscali non è sorprendente, nonostante questo è opportuno rammentare quanto poco ci sia di equo in questa riforma. Dando una rapida occhiata alle cifre risulta palese come il saldo della riforma è favorevole solo ai ricchi, ai grandi impresari stranieri e non al 99% della popolazione che soffrirà le conseguenze delle casse ticinesi sempre più desolate. Si parla di circa 150 milioni di sgravi da una parte e dall'altra promesse di investimenti nella scuola, socialità e cassa pensione; promesse vaghe dato che i relativi messaggi governativi non sono ancora stati pubblicati. Reputiamo inoltre che legare sgravi a chi dispone di patrimoni e redditi elevati in cambio di necessari investimenti sociali non sia solo in violazione con il principio dell’unità della materia, ma sia pure un vile ricatto che condanniamo.
Il vero pericolo di questa riforma saranno le sue conseguenze. Gli sgravi porteranno ad un grave deficit delle casse cantonali, frutto della politica permissiva e liberista condotta dalla maggioranza borghese a favore del ceto alto. In futuro sicuramente si presenterà la "necessità" di tagliare nella socialità e nella sanità.
Come nota finale, La GISO intende distanziarsi in modo assoluto dalla decisione presa dal Consigliere di Stato Manuele Bertoli: il suo voto favorevole a questo progetto è semplicemente indifendibile dal punto di vista ideologico e quasi ipocrita dal punto di vista umano. Nonostante la nostra vicinanza al Partito Socialista, siamo costretti a dichiarare che per quanto ci riguarda approvare o meno questo progetto non dovrebbe neanche essere oggetto di discussione per un partito di sinistra. Auspichiamo vivamente che il Partito Socialista prenda in tempi rapidi una chiara posizione contraria a questo ricatto fisco-“sociale”.