Se vogliamo un cambiamento, votiamo qualcosa di diverso!

Viviamo in un periodo difficile per la classe lavoratrice, che da trent’anni vede il suo potere d’acquisto in diminuzione mentre le condizioni di lavoro sono sempre più dure e precarie. Il ritmo di lavoro si intensifica e lo stress dilaga, mentre la classe politica dominante vuole farci lavorare ben oltre i 65 anni prima di accedere di diritto alla pensione. I costi della salute aumentano e se le casse malati accumulano riserve e aumentano i bonus per i loro manager, le persone comuni fanno fatica a pagare premi sempre più onerosi. I servizi pubblici subiscono pesanti tagli, perché le riforme fiscali puntano solo ad alleggerire l’onere dei ricchi e delle grandi imprese e fanno così ricadere sul ceto medio la responsabilità di stringere la cinghia per compensare gli squilibri. Inoltre, ci rendiamo contro di dover affrontare al più presto una cisi climatica che miete vittime dentro e fuori i nostri confini, ma le idee sembrano confuse su come agire in modo efficacie e repentino. Viviamo in un periodo di insicurezza e questo in parte ci spaventa, ma ci fa anche desiderare un cambiamento.

Marina Carobbio rappresenta un primo passo che possiamo fare verso il cambiamento, perché è consapevole dei problemi che presenta il nostro sistema di sicurezza sociale e propone delle riforme lungimiranti, attente alla popolazione più precaria. Negli ultimi 12 anni in Consiglio nazionale questa brillante politica ci ha dimostrato di essere capace di rappresentare gli interessi della maggioranza, che lavora e paga faticosamente i contributi, perché ha lottato contro lo smantellamento del primo pilastro in favore del secondo e del terzo. Marina sa che la crisi climatica rappresenta un pericolo già oggi e che non ha senso far ricadere sugli individui la tassazione arbitraria di alcuni comportamenti.

Il 17 novembre possiamo eleggere una rappresentante progressista e preparata ad affrontare le difficoltà di oggi e di domani, non sprechiamo questa occasione disperdendo voti. Dopo trent’anni di politiche neoliberali ci resta poco oltre all’incertezza e al desiderio di cambiamento. Votare Marina Carobbio significa scegliere il cambiamento, non solo perché mai prima d’ora una donna ha rappresentato il Ticino al Consiglio degli Stati, ma soprattutto perché questa donna serve il bene collettivo e non i capricci del grande capitale.

 

articolo di Federica Caggìa

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