Thomas Salati

 

 

 

 

 

 

 

Mi chiamo Thomas Salati, ho 25 anni e studio infermieristica al secondo anno; dallo scorso settembre sono membro del Partito Socialista e da ottobre della Gioventù Socialista (GISO).

Come persona omosessuale ho molto a cuore i diritti della comunità LGBTQ+, che ancora oggi vengono spesso ignorati e violati oppure non esistono nemmeno ancora, in termini di legge, come per esempio una legge che legiferi sul matrimonio omosessuale che, a livello legale, ancora oggi non è un diritto.

Nonostante sia un uomo sono anche un fervente femminista: un tema per cui combatto molto è la parità di genere; con ciò io non intendo solo lo stesso stipendio per lo stesso lavoro, che è molto importante e ancora oggi, nel 2020, non è stato raggiunto, ma intendo anche un allungamento del congedo maternità, l’istituzione di un congedo di paternità, la condanna per i datori di lavoro che licenziano le dipendenti solo perché incinte.

Un altro argomento che merita attenzione è quello della leva militare: io mi batto per una sua totale abolizione e con essa anche l’abolizione dell’obbligo di servizio civile, protezione civile e del pagamento della tassa per l’esenzione dall’obbligo militare.
In primis perché le probabilità che la Svizzera sia coinvolta in un conflitto bellico sono altamente scarse; in secondo luogo la Svizzera è un paese relativamente piccolo e quindi non sarebbe comunque in grado di sostenere un conflitto bellico; in ultimo non c’è una reale carenza di manodopera che giustifichi l’obbligo di leva, il servizio civile e la protezione civile.

Un altro tema che ritengo di rilevante importanza è la disparità tra il ceto alto e quello medio basso: non trovo per nulla corretto che ricchi e poveri paghino gli stessi premi di cassa malati, dal momento che questi ultimi sono insostenibili per le persone povere e irrisori per le persone ricche; inoltre penso che sia, oltre che scorretto, controproducente ridurre sempre più gli aiuti agli studi per i giovani, facendo diventare così l’educazione un lusso per il ceto alto; oltre a ciò i sussidi per i cittadini poveri vengono accordati con estrema difficoltà, con la conseguenza che una grossa fetta della popolazione ticinese si trova alla soglia della povertà; un altro problema che si pone sempre di più nel nostro Cantone è la riduzione sempre più importante degli stipendi insieme ad un continuo aumento dei costi.

Oltre a ciò è auspicabile anche un miglioramento dell’assicurazione contro la disoccupazione, che non si preoccupi solo di sanzionare, ma più che altro di sostenere i disoccupati, sia finanziariamente ma anche e soprattutto aiutandoli a trovare un impiego.

L’ultimo punto, ma non per importanza, è la questione ambientale legata ai mezzi pubblici: le autorità continuano a consigliare alla popolazione di utilizzare i mezzi pubblici, che di per sé è positivo; tuttavia non fanno nulla per stimolare la gente a utilizzarli: spesso sono in ritardo e il costo sta diventa sempre più insostenibile; io vorrei stimolare un servizio pubblico, anche se svolto da un ente privato, più alla portata di tutta la popolazione e non solo per il ceto alto.

Candidato al Consiglio comunale di Lugano, candidato nr. 28 lista 10.