Clarissa David

 

 

 

Mi chiamo Clarissa David, sono nata il 19 luglio 1994 a Faido e dal 2001 mi sono trasferita a Lugano, per poi spostarmi nel 2013 a Lucerna, dove ho conseguito una laurea in diritto nel marzo del 2019. Attualmente sono giurista praticante in uno studio legale di Lugano e assistente di ricerca all’Università.

Con la mia candidatura al Consiglio nazionale mi propongo di sollevare temi relativi a gruppi di persone purtroppo ancora sottorappresentati in politica.

Una delle tematiche che più mi sta a cuore e che affronterò è quella relativa alle donne, in particolare alla luce dello sciopero femminile del 14 giugno 2019. Ogni giorno siamo confrontate con stereotipi di genere e discriminazioni, soprattutto nel mondo del lavoro.

Oltre alle discriminazioni di genere, però, di fondamentale importanza è anche la questione relativa al tema della violenza sulle donne. Una donna su cinque in Svizzera è vittima di violenza. È necessario che la Svizzera proceda con delle campagne di sensibilizzazione incisive, che implementi la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica firmata a Istanbul nel 2011, che adegui il Codice penale svizzero e che aumenti l’offerta di consulenza alle donne.

Il secondo tema a cui voglio dedicare ampio spazio candidandomi al Consiglio nazionale riguarda il fenomeno migratorio a cui stiamo assistendo oggigiorno. Purtroppo, parlando di migrazione, spesso ci si limita ad analizzare la problematica da una prospettiva puramente oggettiva: il migrante ha il diritto di rimanere in Svizzera? Può essere considerato un rifugiato? Può ottenere un permesso di soggiorno? Ma da un punto di vista del migrante, essere umano che fugge da guerre civili o disastri ambientali nel proprio paese, come viene gestito davvero il fenomeno della migrazione in Svizzera? Dove risiedono gli immigrati che arrivano nel nostro Paese? Quali diritti hanno? La Svizzera rispetta davvero i diritti umani di queste persone?

Candidandomi al Consiglio nazionale voglio mettere il mio impegno al servizio della nostra società e portare nel dibattito politico la voce di questi gruppi sottorappresentati, che non sono però delle minoranze, ma che rappresentano la società odierna in Svizzera, ma anche quella futura.