Oriana Hirt

 

 

 

 

Mi chiamo Oriana Hirt,  sono nata e cresciuta in Ticino, nel Locarnese, e dopo un periodo di studio all’estero ho deciso di tornarci. In Svizzera, rispetto ad altri paesi, il mondo del lavoro sarebbe dovuto essere più accessibile anche con una laurea in storia, ma trovare un impiego non è stato immediato: infatti prima essere assunta presso l’Archivio dello Stato sono passata dalla disoccupazione, dagli URC, da infinite candidature e mi sono confrontata con la realtà della burocrazia alla quale non ero del tutto preparata.  Quest’’esperienza mi ha dato molti stimoli per il mio sviluppo personale.

Parallelamente alla mia attività professionale, nel 2015 mi sono avvicinata alla politica grazie ai miei compaesani delle Terre di Pedemonte, che mi hanno accolta all’interno del gruppo Libertà, Solidarietà e Ambiente insegnandomi molto di ciò che so sulla politica comunale e cantonale. Le tematiche sottolineate dal nome del gruppo, seppure siano sempre state vicine al mio cuore, si sono delineate in maniera più chiara e più politica.

Due anni fa ho deciso di voler fare un Master e ho scelto l’opzione di studiare International Tourism (economia e comunicazione) presso l’Università della Svizzera Italiana. Inizialmente ho potuto mantenere il lavoro, poi mi sono trasferita in Germania per  frequentare l’ultimo semestre e adesso, a 30 anni, sto scrivendo la tesi.
Nel tempo libero suono il violino in orchestra, mi piace la lettura e il teatro, e cerco di viaggiare il più possibile.

Quando mi è stato proposto di candidarmi, mi sono sentita onorata ma soprattutto grata dell’opportunità di imparare nuove cose, con la speranza di poter mettere la mia buona volontà e il mio variegato percorso – tra episodi di studio, lavoro e disoccupazione – a disposizione di questo Cantone Ticino.
In particolare, mi interesso alle tematiche legate al mondo dell’economia e del lavoro, in particolare per quello che riguarda l’accesso dei giovani alla vita attiva, dell’importanza delle zone periferiche e della cultura.

I problemi del mondo giovanile mi stanno molto a cuore: dall’educazione di qualità ad una migliore integrazione nel mondo del lavoro. Ritengo inoltre che un Cantone sano debba promuovere un’economia sostenibile, favorendo le imprese virtuose che pagano le tasse e trattano con rispetto i loro lavoratori e le loro lavoratrici.

Essendo cresciuta in una zona che per sua natura si trova a metà strada tra città e valli, ho constatato nel corso degli anni la necessità che la politica non abbandoni le zone periferiche e i loro abitanti, purtroppo sempre meno numerosi. È importante che anche nelle valli ci siano opportunità di lavoro ed alloggio per permettere alla famiglie di rimanere, senza essere costrette a spostarsi nei centri urbani. Favorendo i trasporti pubblici a prezzi ragionevoli e salvaguardando i servizi pubblici, ad esempio gli sportelli postali, su tutto il territorio possiamo aiutare le valli e rendere più attrattivi paesi bellissimi che si stanno purtroppo svuotando.

Infine credo che sia importante valorizzare i contatti con persone provenienti da culture differenti, lasciandoci l’opportunità di condividere le tradizioni e di dialogare senza pregiudizi. Per questo motivo ritengo sia necessario ottimizzare la politica culturale del Cantone: solo una cultura cosciente delle sue radici e ben valorizzata è in grado di recepire ed accogliere senza sentirsi minacciata.