Mattea David

 

 

 

 

Mi chiamo Mattea David, sono nata il 04 luglio 1993 a Faido, e  dal 2001 vivo a Lugano.  Ho studiato alla SUPSI a Trevano ottenendo un bachelor in architettura d’interni.

Ho sentito dire che “la felicità è un diritto assoluto per ogni essere vivente”. Si tratta di un diritto inalienabile, per chiunque. Non si tratta di soddisfare solo i bisogni primari, e non si tratta solo di piaceri personali, secondari. Il diritto alla felicità parla di tutela della dignità di tutti. Donne, uomini, bambini.
La famiglia è uno degli elementi che portano alla felicità, insieme alla sicurezza, la salute e il lavoro. La consapevolezza di essere tutelati, protetti, sostenuti. Il riconoscimento di tutte le famiglie e il loro sostegno, dunque, dovrebbero essere di grande interesse per le Istituzioni.
Se la felicità è un diritto assoluto, le Istituzioni dovrebbero tutelare i suoi componenti, tra cui i giovani,

I giovani vivono situazioni di precarietà lavorativa, salari bassi o ancora difficoltà ad accedere ad alcune formazioni, per via del costo delle scuole. Gravando così sul resto della famiglia. Donne e uomini si trovano confrontati con un altro tipo di precariato, avvicinandosi all’età di pensionamento, o confrontandosi con l’evolversi delle tecnologie impiegate nel lavoro. Le famiglie in generale sono sempre più strozzate dai costi della sanità, alcune sono costrette a fare ricorso a prestazioni sociali, per andare avanti.
Ci si sente limitati nelle proprie possibilità, ma la banale sopravvivenza non è sinonimo o sintomo di felicità.
Io sono giovane, e questo significa due cose: sono cresciuta in una famiglia e, forse un giorno, ne avrò una nuova; confido che per allora la felicità come diritto inalienabile sia una realtà e che tutte le nuove famiglie, tradizionali o monoparentali o arcobaleno, possano avere una tranquillità maggiore nell’affrontare la vita, la crescita.

Candidandomi per il Gran Consiglio prometto di impegnarmi affinché i bisogni di tutte le nuove realtà famigliari vengano riconosciute, ascoltate, capite e sostenute.