Marta David

 

 

 

 

Mi chiamo Marta David, ho 28 anni, sono nata a Faido e da 17 anni vivo a Lugano.
Ho studiato all’università della Svizzera italiana e alla London Metropolitan University, conseguendo un bachelor in Scienze economiche e successivamente un master in Banking & Finance. Da circa 3 anni e mezzo lavoro in una banca a Bellinzona.

Ma non è stata la mia prima esperienza professionale. Durante gli studi universitari, per contribuire al pagamento delle spese,  ho sempre lavorato. Finito il periodo di formazione, l’azienda per cui avevo fatto uno stage, ha deciso di assumermi. Fortunatamente non ho avuto dei “vuoti” tra la fine degli studi e l’inizio del lavoro. L’impegno personale è sicuramente tanto e devo dimostrare tutti i giorni di essere all’altezza del lavoro che faccio. Ma mi ritengo anche una persona fortunata e questo per due motivi. Primo, perché dopo gli studi sono diventata subito indipendente dal punto di vista finanziario.  Secondariamente perché ancora oggi posso andare avanti a formarmi  grazie al supporto del mio datore di lavoro.

La mia storia però non mi fa chiudere gli occhi. Non tutti i giovani hanno o hanno avuto le mie stesse opportunità. Ci sono ragazzi e ragazze che pur impegnandosi, pur formandosi e pur studiando, non riescono a  trovare un posto di lavoro.. Oppure ci sono ragazzi e ragazze che trovano sì un posto di lavoro, ma sono pagati pochissimo. Talmente poco da non vedere riconosciute le loro capacità, i loro anni di sacrifici scolastici e da impedirgli di diventare veramente indipendenti.

L’impegno quindi da solo non basta. Certo, a volte, la fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto gioca un ruolo. Tuttavia, non possiamo affidarci solo alla dea bendata, bisogna affrontare i problemi a monte del sistema.
Se consideriamo l’indipendenza economica e la soddisfazione personale elementi fondamentali per i giovani che entrano nel mondo del lavoro, capiamo come sia la formazione a dover garantire pari opportunità a tutti.
Il basso tasso di ragazzi che ottiene un diploma di scuola secondaria, le difficoltà di scelta della professione a 15 anni, i costi degli studi universitari sono priorità che deve darsi la politica.
In una società sempre più competitiva la difficoltà di trovare un lavoro, i bassi salari, il precariato, l’impossibilità di pianificare il futuro, la mancanza di soddisfazione non devono essere più considerati un problema individuale, ma una priorità del Cantone.

Candidandomi per il Gran Consiglio  voglio mettere il mio impegno al servizio della nostra società. Grazie alla mia esperienza personale voglio portare nel dibattito la voce dei giovani. Giovani che certo devono tanto alle generazioni passate, ma che rappresentano le generazioni future.