Lydia Joray

 

 

 

 

Sono Lydia Joray, classe 1993, nata e cresciuta in Leventina, a Mairengo, con una madre tedesca e un padre basilese. Dopo l’avventura della candidatura per la GISO sia al Gran Consiglio che alle Nazionali del 2015 ho deciso di ricandidarmi per rafforzare i ranghi della politica al giovanile, al femminile, ambientalista e della Sinistra.

In questi 4 anni sono successe parecchie cose. In autunno mi sono laureata in medicina presso l’Università di Basilea e attualmente sto lavorando per il dottorato presso il Cardiovascular Research Institute Basel. Da giugno lavorerò a Locarno e terminerà quindi un lungo periodo vissuto a cavallo tra „a Sud“ e „a Nord“ del Gottardo, un periodo che mi ha permesso di osservare il nostro cantone con un sano distacco, e cosa ho visto? Un Ticino con un grande potenziale per il futuro, ma che spesso e purtroppo si ritrova ancora incastrato in mentalità e dinamiche del passato, in una politica fatta per pochi, con slogan sbraitati ai quattro venti in completo stile „tanto fumo ma poco arrosto“. Il potenziale c’è, ma le cose vanno cambiate!

I giovani sono coloro che plasmano il futuro, è quindi essenziale che siano protagonisti in politica, sia a livello decisionale che a livello di contenuti. Il Ticino di oggi purtroppo non è un cantone per giovani. L’entrata nel mondo lavorativo non è semplice e vi è una mancanza di opportunità lavorative che spesso frena chi ha studiato Oltralpe a tornare. Questa denuncia di assenza di prospettive per il futuro è un appello al quale va assolutamente risposto! Parte integrante del problema sono sicuramente campanilismi vari, una paura del cambiamento, interi settori in cui senza i dovuti contatti è difficile trovare un lavoro, salari precari, tutte prerogative contro uno sviluppo costruttivo del mercato del lavoro. Cambiamenti sono quindi necessari al fine di creare un mercato del lavoro in grado di accogliere le nuove generazioni.

Sono una donna e sono stufa che nel 2019 sia ancora necessario impegnarsi per le pari opportunità! Nella quotidianità gli stereotipi di genere sono ancora ben radicati e dopo anni e anni non sono ancora stati raggiunti obbiettivi quali la parità salariale o una giusta rappresentanza femminile in posizioni di leadership. A livello politico in merito a ciò si può fare molto, primo su tutto, fungere da esempio!

Sono nata e cresciuta in periferia, ne conosco quindi bene la realtà e le problematiche: pochi servizi, pochi posti di lavoro, una tendenza allo spopolamento. Di norma la politica si concentra sui maggiori centri urbani, dimenticando così le periferie e le loro problematiche. Sarebbe invece necessario rafforzare le periferie contrastando la centralizzazione dei servizi e favorire una buona distribuzione dei posti di lavoro sul territorio, facendo così fronte allo  spopolamento delle Valli.

La salute ci tocca tutti, senza eccezioni, ed essendo uno dei beni più preziosi che abbiamo qualsiasi decisione politica in merito deve essere orientata verso l’essere umano, non il profitto. Per quanto riguarda la Sanità ticinese bisogna continuare sviluppare la medicina altamente specializzata, la formazione e la ricerca, ma è vietato trascurare la medicina di base, possibilmente distribuita in modo capillare sul territorio, è quindi fondamentale il sostegno ai medici di famiglia e agli ospedali di periferia.
Seppur non di competenza cantonale, il tema più scottante in ambito sanitario sono sicuramente i premi cassa malati. Lo sviluppo degli ultimi anni mostra bene come siano necessari diversi cambiamenti di rotta. Sono convinta che la cassa malati unica faccia parte delle misure da adottare, una cassa malati che si limiti a ridistribuire in modo opportuno i capitali e che non si orienti verso il guadagno a scapito degli assicurati.

Mi metto in gioco quindi perché voglio un Ticino che mostri più rispetto e meno egoismo. Rispetto per noi giovani, per il nostro futuro. Rispetto per chi ha voglia di fare. Rispetto per noi donne. Rispetto per chi è più debole. Rispetto per chi è diverso. Rispetto per ogni singolo cittadino, senza discriminazioni.