Intervento di Aida Demaria - Conferenza stampa Iniziativa per il futuro 17 agosto 2022

17.08.2022 - Aida Demaria

Gli effetti devastanti della crisi climatica sono ora drammaticamente sotto i nostri occhi e nessuno può permettersi di negarne i chiari segnali e le conseguenze che già si manifestano anche nel nostro Paese.

Questo 2022, per il Ticino, con la sua persistente canicola, la siccità e, al tempo stesso, i danni provocati dalla grandine e dai temporali, deve essere considerato come un vero e proprio “anno orribile”, che va a confermare ed aggravare una continua tendenza all’incremento delle temperature e all’innalzamento dell’isoterma, con conseguente ritiro dei ghiacciai e danni gravissimi al territorio, a cominciare dal sistema idrico, tanto da mettere in grave difficoltà tutte le attività agricole e il bestiame e a destare serie preoccupazioni anche per il settore idroelettrico e l’approvvigionamento stesso dell’acqua potabile.

Lo studio Il clima in Ticino, pubblicato dall’Ufficio di statistica cantonale (Ustat) nel 2021, non concede alcun dubbio: tutti gli indicatori confermano un acuirsi negli anni e nei decenni a venire di questi problemi e come sia indispensabile una consistente riduzione delle emissioni a effetto serra per una loro attenuazione.

È chiaro che bisogna agire subito, a livello globale e locale, con urgenza e determinazione; con coraggio, ma anche con senso di giustizia! Sappiamo che senza un’azione risoluta diretta a ridurre drasticamente le disuguaglianze socioeconomiche, non esiste soluzione alla crisi ambientale e climatica.

È urgente affrontare il problema con una prospettiva nuova. Da un lato bisogna fissare quote massime di emissione di CO2 e di biodiversità da raggiungere, dall’altro bisogna mettere in campo una politica di riduzione delle disparità di reddito e una fiscalità più giusta.

Oggi, accanto alla crisi climatica si fa strada una profonda crisi sociale. La stragrande maggioranza della popolazione, ai vari livelli, deve sopportare gli effetti dell’inflazione e l’aumento dei premi per le assicurazioni malattia. È quindi ragionevole e corretto pensare che i mezzi finanziari necessari per combattere la crisi climatica debbano essere cercati “dove ci sono”, dove sono stati accumulati, chiedendoli a chi ha tratto e continua a trarre il maggior profitto da questo sistema distruttivo.

L’iniziativa per il Futuro, presentata oggi, intende indicare una strada in questa direzione. Chiede l’introduzione di un’imposta di successione del 50% sugli importi superiori a una soglia di 50 milioni di franchi, con l’intento di generare le risorse finanziarie necessarie (il 30% da destinare ai Cantoni) per combattere la crisi climatica, lottando al tempo stesso contro uno dei meccanismi che maggiormente perpetuano le disuguaglianze e la concentrazione in pochissime mani della ricchezza: le eredità ingenti, che non sono, ovviamente, il frutto del lavoro di chi le riceve.

I super-ricchi, con la loro corsa al profitto, stanno mettendo a rischio i nostri mezzi di sussistenza e il nostro futuro, accumulando per se stessi capitali enormi. Per questo è giusto che sia messa in atto un’imposizione che garantisca che questi profitti vengano utilizzati per finanziare una politica sociale sul clima.

Non dobbiamo rassegnarci alla catastrofe climatica o abbandonarci a un futuro che non sia degno di essere vissuto! Non possiamo più permetterci di accettare senza reagire un mondo in cui la ricchezza e le opportunità sono distribuite in modo tanto iniquo e diseguale. Quando ci dicono che le risorse per la ridistribuzione e per una maggiore giustizia ecologica e sociale non ci sono, mentono sapendo di mentire. Queste ricchezze sono concentrate e nascoste dove è sempre stato permesso un furto nei confronti del nostro futuro, quello della grande elusione fiscale e dei grandi privilegi: la scandalosa concentrazione in poche mani della ricchezza e il saccheggio delle risorse.

Vi ringrazio per la cortese attenzione.