Eco anxiety e delusione verso la classe dirigente

23.05.2022 - Niccolò Mazzi-Damotti

Discorso di Niccolò Mazzi-Damotti e Nara Valsangiacomo (Giovani Verdi) pronunciato in occasione dello Sciopero per il Futuro del 21 maggio 2022

Scendere in piazza è un atto importante, democratico, un atto creativo di partecipazione ad una politica ferma, indecisa, cieca. Questa piazza e queste vie piene sono bellissime, ma sono segno di delusione e del fallimento di una politica in ritardo di decenni.

I primi avvertimenti rispetto al cambiamento climatico risalgono a sessant’anni fa. Il consenso scientifico rispetto alle dinamiche del surriscaldamento globale si è creato quando la maggior parte di questa piazza, me compresa, non era ancora nata.

Di fronte ad una sfida che da urgente è diventata inevitabile è facile sentirsi impotenti. L’ennesimo allarme ci avvisa che raggiungeremo l’anno più caldo di sempre nei prossimi cinque anni, ed è probabile che verrà raggiunta la soglia di 1.5 gradi centigradi. Quella che non avremmo dovuto raggiungere con le misure dell’Accordo di Parigi. E il relativo silenzio di stampa e politica fa sembrare la questione irrilevante.

Di fronte a delle conseguenze che da solo previste sono diventate eventi concreti con cui conviviamo è un attimo perdere la speranza. Ci lasciamo passare davanti agli occhi un inverno secchissimo e decine di incendi, un maggio che è già luglio e una temperatura media che in Svizzera ha già raggiunto la soglia di 2 gradi in più. E nel frattempo in ogni ambito si va avanti come sempre, “business as usual”.

Tre quarti dei e delle giovani tra i 16 e i 25 anni soffrono di “eco-anxiety”, un mix di frustrazione e preoccupazione per il futuro. Questa si manifesta con episodi di tristezza, ansia, rabbia, impotenza e senso di colpa. Leggere l’ennesimo allarme, che verrà presto scordato ci fa sentire impotenti e senza speranze. Nell’ultima settimana di settembre del 2019 quasi 7 milioni di giovani sono scese e scesi in piazza in tutto il mondo, dando nuovo rumore alle rivendicazioni e unendosi nella frustrazione. E questo stiamo facendo oggi nel 2022.

Chi diceva che non era il caso di preoccuparsi ora dice che è troppo tardi. Siamo pronte e pronti a fare la nostra parte, ma ci meritiamo una politica più coraggiosa e coerente, e siamo qui oggi per riprendercela.

Negli ultimi anni la fiducia verso le istituzioni è calata, lo dimostrano la bassa partecipazione al voto, che ogni volta diventa più visibile, o il disinteressamento generale delle nuove generazioni riguardo questo tipo di politica.

A differenza di quanto sostenuto da molti, la causa di ciò non è la svogliataggine dei giovani, bensì il poco interesse dimostrato dalla politica per il futuro del paese e delle generazioni che verranno.

Ogni settimana si viene a conoscenza di nuove alluvioni, incendi, tempeste ed eventi naturali estremi: davanti ai nostri occhi vediamo le conseguenze devastanti di un sistema economico estremo. Ma le istituzioni guardano dall’altra parte. Piuttosto che affrontare il problema, preferiscono le parole al vento, le promesse o “le soluzioni pragmatiche”, che non sono altro che trucchi per poter continuare con lo stesso tipo di politica liberista che ci ha portato qui.

Rivendichiamo una limitazione netta delle emissioni, un vero piano per salvare il pianeta e un cambio di paradigma. Loro ci rispondono con nuovi accordi di libero scambio camuffati di verde, con ulteriori privatizzazioni e tagli, o ancora con proposte di aumento del budget dell’esercito. Perché secondo loro in un periodo storico come questo è più importante regalare nuovi giocattoli ai comandanti dell’esercito piuttosto che investire per l’indipendenza energetica.

I fatti ci sono, i dati scientifici anche; questo agire è pericolosissimo ed estremamente dannoso, e sono pronto a scommettere che la politica lo sa benissimo. Allora perché l’interesse nell’affrontare i problemi che circondano la società è tuttora inesistente?

Il motivo è semplice. È perché viviamo in una struttura politica miope che ragiona unicamente in termini elettorali cavalcando così l’onda della maggioranza, ignorando qualsiasi campanello d’allarme che arriva da una direzione a loro sconosciuta. Non solo, la nostra politica è soggiogata da interessi economici di una ristretta ma ricchissima parte della popolazione: è il potere delle lobby, che distruggono la democrazia e con essa il futuro di milioni di giovani in tutto il mondo.

È per questo motivo che è fondamentale scendere in piazza: dobbiamo far sentire il nostro grido d’allarme e le nostre delusioni proprio sotto casa loro!

Niccolò e Nara, Discorso Sciopero per il futuro 21.05.2022