“L’ODIO NON È UN’OPINIONE”

La libertà di espressione deve andare a minare la dignità di un altro essere umano? È questa una delle domande fondamentali da porsi quando si pensa alla votazione sull’estensione della legge antirazzismo, che prevede di estendere gli articoli penali contro le discriminazioni razziali anche all’orientamento sessuale.

La domanda è da porsi, perché è una delle argomentazioni principali utilizzate da chi, questa estensione, non la vuole. La costituzione Svizzera garantisce la libertà di opinione e la dignità umana. Dignità.

Dignità che si traduce, anche, in Rispetto.

Votando sì, il 9 febbraio, si andranno a vietare discriminazioni, denigrazioni, attacchi fisici e verbali pubblici verso gay e lesbiche. Si porterà, anche, il rispetto.

L’obiettivo a cui dobbiamo mirare, con questa estensione, è la promozione di un clima favorevole e positivo che prevenga atti di violenza e discriminazioni verso gli omosessuali e il contesto che opera attorno. Troppo spesso dimentichiamo come le offese pubbliche non vanno a ledere solo la persona direttamente interessata, ma coinvolgano anche famigliari e amici di queste persone, danneggiando le relazioni e compromettendo la serenità della loro sfera privata.

L’odio e la violenza sono azioni ricorrenti e in questi ultimi periodi sono state riportate alla ribalta dai media, ribandendo quanto questo sia un problema sociale ancora forte, in Svizzera come in altre parti del mondo. Vogliamo restare fermi al palo, lasciando che atti di odio e discriminazioni vadano a minare la vita di lesbiche, gay e bisessuali, guardando incrementare un tasso di suicidio tra adolescenti omosessuali e bisessuali, che è già circa di cinque volte superiore a quello dei coetanei eterosessuali?

Meglio ribadirlo: ciò che una persona pensa o esprime privatamente, nella propria cerchia di amici o al tavolo di un bar, non sarà punibile da questa estensione della norma. Non andrebbe a toccare quindi la libertà di pensiero o parola di un individuo.

Al tempo stesso, però, si andrebbe a implementare la sicurezza di tante persone che, ad oggi, non possono denunciare un’aggressione in quanto “omofoba”, non possono riappropriarsi della “dignità” persa davanti a insulti pesanti e denigrazioni pubbliche. Viene tolto loro il rispetto. L’estensione della norma penale, tornerà a garantirglielo.

Ricordiamocelo: odio e diffamazioni non sono opinioni. Non lo sono mai stati. Devono quindi essere vietati, per non lasciare che da esternazioni verbali si passi poi a fatti concreti, violenti.

L’estensione di questa norma è importante per portare inclusività e protezione a una fascia della popolazione che, ad oggi, non è tutelata. Faremmo tutti volentieri a meno di doverlo aggiungere, l’orientamento sessuali alle discriminazioni ma, ad oggi, la comunità LGBT+ non è ancora totalmente accettata e ritenuta “normale” – fatemi aggiungere, normale rispetto a cosa?. Fino a quando non sarà così, dovremo impegnarci tutti a proteggere persone che, semplicemente, hanno scelto di vivere liberamente la loro vita. Votare sì, il 9 febbraio,  significherà riportare rispetto alla comunità LGBTQ+. Persone.

Diamo un segnale forte a tutte queste persone, dimostriamo che la Svizzera è un paese per tutti, che le sue diversità ne sono la forza, che nessuno viene lasciato solo. Perché questa è la forza della Svizzera. La sua inclusività. Votiamo sì all’estensione della legge antirazzismo e dimostriamo con i fatti che, “L’odio non è un’opinione”.

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