Nuovo assalto alle borse di studio: Attenzione ai sotterfugi liberali

Comunicato stampa

Nell’attuale sessione di Gran Consiglio, la maggioranza borghese della Commissione formazione e cultura proporrà di aumentare dal 10% al 25% il tasso di prestito di studio che andrebbe restituito dagli studenti di master. Nonostante la misura sia condita da una volontà di portare il fondo massimo per alunno a 20’000 franchi, appare evidente che il saldo non gioca certo a favore degli studenti e delle studentesse: dopo aver minacciato di non alzare a 20’000.- il tetto massimo per studente come chiesto da una petizione del SISA e da un’iniziativa parlamentare socialista (che chiedevano 22’000 franchi annui), verrà richiesto loro uno sforzo economico ancora maggiore in virtù del tasso di restituzione più che raddoppiato.

Ciò che si sta tentando di fare in casa liberale è evidente; la strategia è quella di fare “bella figura” fregiandosi della cifra di 20’000 franchi, ovviamente sostenuta anche dalla Sinistra. Ma allo stesso tempo, si vuole smantellare ulteriormente l’impianto delle borse di studio, rendendole più economicamente gravose per circa 500 studenti di master. Senza ovviamente contare, che tali misure scoraggeranno moltissime famiglie meno agiate dal permettere ai propri figli di intraprendere studi a lungo termine. Questo è altrettanto in linea con la politica liberale di mantenere una popolazione ticinese poco specializzata e istruita, in modo tale da poter continuare a fare profitto sui bassi salari di specialisti stranieri tramite il frontalierato.

Come GISO, crediamo fermamente che il capitale umano del paese vada curato e coltivato, e non sacrificato sull’altare di sgravi fiscali e agevolazioni, rese possibili anche dalle continue manovre di abbattimento della socialità perpetrate dalla destra economica. Non è sui nostri studenti che si deve risparmiare! Pertanto, invitiamo qualsiasi parlamentare che abbia a cuore le pari opportunità e l’accessibilità agli stati a respingere la proposta di modifica all’art. 14 cpv 3 della Legge cantonale sugli aiuti allo studio – rimanendo però intransigenti sulla cifra di 20’000 franchi, che non deve neanche essere oggetto di trattativa.

 

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