Sì a “giù le mani dalle Officine”

Comunicato stampa – L’Assemblea della Gioventù socialista Ticino (GISO) invita a votare un chiaro sì all’iniziativa “Giù le mani dalle Officine” il prossimo 19 maggio, ritenuta un utile complemento al progetto di Castione. Ci impegneremo affinché anche il PS Bellinzona sostenga l’iniziativa e rinunci al finanziamento proposto per la campagna contraria, reputato una proposta fuoriluogo da assolutamente evitare.

Riunita domenica 5 maggio a Bellinzona, l’Assemblea della GISO Ticino invita all’unanimità a sostenere l’iniziativa popolare “Giù le mani dalle Officine: per la creazione di un polo tecnologico-industriale nel settore del trasporto pubblico”, in votazione il prossimo 19 maggio. L’iniziativa, lanciata durante lo sciopero del 2008 e che ne interpreta lo spirito, era stata sottoscritta da ben 14’468 firme. Il nuovo progetto di Castione prevede un investimento di 360 milioni di cui ben 180 saranno investiti dall’ente pubblico (100 milioni il Cantone, 20 milioni la Città di Bellinzona e 60 milioni la Confederazione), ma con la promessa, da parte delle Ferrovie, del mantenimento di soli 200-230 posti di lavoro. Appare perciò evidente che non ha senso investire 120 milioni di denaro pubblico (Cantone e Comune) e accordare tutta una serie di facilitazioni territoriali alle FFS per i suoi investimenti immobiliari, per poi perdere posti di lavoro!

Si consideri che, nel nuovo prospettato stabilimento di Castione, le FFS intendono far confluire tre strutture: le Officine di Bellinzona attuali, l’impianto di servizio di Pedemonte e l’officina di Biasca, che in totale occupano circa 500 lavoratori. Questo significa che la perdita effettiva di posti di lavoro, rispetto ai 200-230 prospettati dalle FFS, già sarà di 270-300 unità. Noi consideriamo l’iniziativa come uno strumento per non escludere i lavoratori, i cittadini e le istituzioni dalle trattative per la difesa dell’occupazione. Votare sì il 19 maggio al disegno di legge “Giù le mani dalle Officine” è per la Gioventù socialista un atto dovuto, urgente e coerente per salvare storia, dignità e lavoro!

Inoltre, la GISO desidera esprimere il proprio dissenso nei confronti dell’ordine del giorno per l’assemblea sezionale del Partito Socialista di Bellinzona del prossimo 9 maggio. Chiedere dapprima di prendere posizione sull’iniziativa e al punto successivo suggerire un finanziamento al comitato del NO significa dare per scontato che passi una posizione contraria. Tale modus operandi mal si sposa con la nostra concezione di democrazia e ci lascia basiti anche considerando le tempistiche del finanziamento proposto: ci chiediamo se i compagni del comitato Bellinzona siano a conoscenza delle dinamiche di una votazione, dato che dovrebbe essere un’ovvietà che finanziare una campagna a otto giorni dal voto ha scarsa, se non alcuna, utilità. Soprattutto considerando che un fondo erogato con tali tempistiche non sarebbe altro che un “rimborso”, diretto a un comitato a maggioranza decisamente borghese. Insomma, a prescindere dal progetto, non esattamente un perfetto esercizio di ridistribuzione della ricchezza. Ci permettiamo di muovere questa critica nella sincera convinzione che la sezione bellinzonese non abbia, ad oggi, rilasciato alcun finanziamento, perché in caso contrario questo sarebbe un vero schiaffo alla democrazia interna del Partito. Concludiamo dicendo che visto che la posizione sull’iniziativa sta – incomprensibilmente a nostro parere – facendo molto discutere all’interno del Partito Socialista e che ci sono sezioni favorevoli, altre per la libertà di voto, reputiamo qualsiasi finanziamento alla campagna dei favorevoli, così come a quella dei contrari, poco adatto e da evitare.

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