Elezione di Mandela – 27 aprile 1994

25 anni fa veniva eletto presidente, in Sudafrica, Nelson Mandela. Insieme al suo predecessore, Frederik de Klerk, fu protagonista di una lotta accanita contro il sistema dell’apartheid allora vigente nel suo paese. Oltre ad essere il primo presidente nero del Sudafrica, fu anche il primo ad essere eletto con il suffragio universale. Attivista per i diritti civili, aveva scontato, prima di rivestire la carica di presidente, 27 anni di carcere proprio per questa sua lotta che gli varrà anche il Nobel per la pace.

In un libro, dal grande valore storico, intitolato Apartheid Mandela proclamava il diritto delle popolazioni nere del Sudafrica a vivere dove lavorano, a possedere le case in cui vivono e – forse soprattutto – la ridistribuzione delle ricchezze prodotte dalla maggioranza “nera”, ma possedute dalla minoranza “bianca”. Ma Mandela non è solo un personaggio che difese delle buone rivendicazioni, è qualcosa di più. È un simbolo, quello di un popolo in lotta contro la segregazione, per la sua indipendenza.

Mandela non fu “solamente” una figura importante della decolonizzazione africana. Quest’uomo fu una figura di riferimento per ogni movimento di decolonizzazione, da quelli che avanzavano lotte armate a quelli che preferivano azioni pacifiche. Mandela seppe portare qualcosa di nuovo nel gioco politico. I suoi messaggi seppero trasformare l’apartheid – regime in vigore in Sudafrica – in qualcosa di ripugnante.

Poiché le nostre società sono – probabilmente – destinate a diventare multietniche, il messaggio di Mandela rimane ancor oggi esemplare. La Gioventù Socialista ringrazia gli sforzi di questo grande attivista e ne eredita la volontà di combattere ogni sorta di disuguaglianza.

Oggi più che mai è necessario rievocare le violenze ingiustificate perpetrate dal genere umano, ricordandosi degli uomini e delle donne coraggiosi e coraggiose che hanno lottato contro il sistema e messo a rischio la propria vita per il bene comune. Grazie Nelson e grazie a tutti e tutte coloro che hanno combattuto, ma di cui non possediamo memoria. Perpetreremo la vostra lotta con la cieca convinzione di poter rendere il mondo un posto migliore.

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