La Parità ha bisogno di servizi di qualità

Malgrado i programmi di incentivazioni federali in vigore dal 2003, il numero di posti nelle strutture di custodia per l’infanzia è ancora insufficiente, le zone discoste non sono coperte e l’offerta è inadeguata negli orari marginali e durante le vacanze scolastiche. Inoltre, le rette a carico dei genitori sono spesso molto care in quanto non sono obbligatoriamente calcolate in base al loro reddito e solo parte dei posti è sussidiata. Questo ha conseguenze concrete sulla struttura del mercato del lavoro svizzero perché molte giovani madri non riprendono il lavoro dopo la maternità o riducono la percentuale d’impiego. “Le cifre della parità 2018” riportano infatti che solo il 59% delle donne con figli in età prescolastica è attiva professionalmente e che il tasso medio d’attività delle madri è del 67%. Questo crea loro problemi a livello di ascesa professionale ed economici, soprattutto al momento del pensionamento. Dobbiamo quindi trovare soluzioni per permettere alle madri di rimanere nel mondo del lavoro. Per esempio il lavoro flessibile o a tempo parziale dovrebbe essere reso possibile in tutte le professioni. Andrebbe anche rivisto il sistema di finanziamento dei nidi e della custodia extrascolastica di bambini e ragazzi, per contenere le rette pagate dai genitori e per rendere questo settore professionale più interessante, perché vengano create nuove strutture e nuovi posti di lavoro meglio retribuiti, in un settore lavorativo a prevalenza femminile spesso sottopagato. Per esempio nei Cantoni di Vaud, Friborgo e Neuchâtel il sistema di finanziamento è stato rivisto e a completare il sostegno a queste strutture sono entrati in campo anche i datori di lavoro, visto che i servizi offerti vanno pure a favore delle imprese riducendo la perdita di capitale umano. La Riforma fiscale e sociale votata cantonalmente lo scorso aprile dovrebbe portare a un miglioramento in questo senso: 20 milioni di franchi annui, pagati dai datori di lavoro, andranno a favore delle operatrici dei nidi, delle famiglie con bambini e ragazzi e delle famiglie con grandi invalidi. I finanziamenti mirati alla conciliazione famiglia-lavoro non dovrebbero essere visti come un costo ma come un investimento per giungere a una società più paritaria, responsabile e produttiva. Le trattative tra Sindacati Ocst, Vpod e l’Associazione Ticinese Asili Nido sono iniziate e speriamo portino presto a uno sviluppo in tal senso.

Articolo di Lorena Gianolli, apparso su La Regione il 24 gennaio 2019

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