Simone de Beauvoir – secondo articolo

Ecco il secondo articolo del nostro calendario dell’avvento femminista: durante le quattro domeniche dell’avvento pubblicheremo ogni volta un nuovo articolo, partendo da una citazione di quattro femministe importanti del 20esimo secolo. Ecco il secondo articolo della nostra membro Matilda Materni:

Donna non si nasce, lo si diventa”, così scriveva Simone de Beauvoir nel suo libro Il secondo sesso nel 1949. La scrittrice ci racconta la condizione di sottomissione della donna, quella reale che tuttora persiste in certi tratti della nostra società.

Attivista e figura di grande interesse, Simone de Beauvoir denuncia la mancanza di solidarietà tra le donne. Questo accade perché prima di essere solidali tra di loro, le donne sono abituate a sostenere figure maschili. Le donne sono legate più strettamente agli uomini che alle altre donne. La donna borghese è solidale con l’uomo borghese, non con la donna proletaria. La donna bianca con l’uomo bianco, prima di esserlo con la donna nera. Queste condizioni sociali sono ancora attuali, ma poco a poco ci si rende conto dell’identità della donna come tale, come gruppo sociale. Le donne meritano di essere riconosciute. L’autrice sollecita le donne a prendere coscienza della loro classe e a difendere i propri interessi.

Con la frase sopra citata, Simone de Beauvoir spiega che nessun destino biologico, psichico, economico definisce l’aspetto che riveste in seno alla società la femmina dell’uomo. È l’insieme della storia e della civiltà a produrre l’immagine falsata che tutti hanno della donna.

Quindi ora basta sottostare a una categoria inferiore, stereotipata, a cui sono negati diritti fondamentali, affinché la parità esista veramente, dobbiamo noi donne prendere coscienza della nostra classe e mostrarci solidali per combattere contro la società patriarcale intrinseca al sistema capitalista. La nostra lotta deve rivolgersi contro entrambi, per superare i privilegi di classe e quelli legati al proprio sesso, purtroppo spesso concentrati nello stesso gruppo di persone.

Matilda Materni

Lascia un commento