No agli abusi, no allo spionaggio della popolazione

Il 25 novembre andremo a esprimerci sulla revisione della legge federale delle assicurazioni sociali che mette la base legale per la sorveglianza degli assicurati e delle assicurate. Questa revisione si pone l’obiettivo di lottare contro i casi di abuso nell’ambito delle assicurazioni sociali (Avs, Ai, assicurazione malattia obbligatoria, assicurazione disoccupazione, prestazioni complementari, assicurazione infortuni, allocazioni famigliari, assicurazione maternità, assicurazione perdita di guadagno…). Un obiettivo più che condivisibile in quanto non si possono tollerare gli abusi del sistema sociale: chi approfitta illecitamente (si parla di 200-250 casi) delle assicurazioni sociali nuoce ai finanziatori, ovvero la popolazione, e nuoce a chi ha effettivo diritto alle prestazioni. Ma il fine non giustifica i mezzi. La legge va ben oltre: dà competenze investigative più estese di quelle della polizia e del servizio attività investigative e concede un potere importante alle assicurazioni, quello di poter indagare grazie a detective privati con mezzi invasivi, sproporzionati e senza l’autorizzazione di un giudice. I detective privati, oltre a generalizzare il sospetto, possono fotografare, filmare, registrare audio in un luogo accessibile al pubblico o visibile da un luogo pubblico, possono dunque ficcare il naso nella vita di gran parte della popolazione. Le frodi al sistema sociale vanno combattute da autorità competenti senza invadere il diritto alla sfera privata e senza considerare a priori tutti i beneficiari delle assicurazioni dei potenziali criminali.

Articolo di Lisa Boscolo, apparso su La Regione il 16 novembre

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