Un sì pragmatico alla PV2020

Comunicato stampa

La Gioventù Socialista Ticino ha deciso di sostenere la riforma della previdenza vecchiaia, oggetto in votazione il prossimo 24 settembre. Questa decisione è maturata dopo lunghe discussioni interne e ci lascia un certo amaro in bocca: sono infatti diverse le misure che reputiamo problematiche da un’ottica socialista.

In primis chiaramente l’innalzamento dell’età pensionabile per le donne a 65 anni, decisione vergognosa considerando la differenza salariale tutt’ora presente tra i sessi; ma anche l’innalzamento dell’IVA dello 0.3% e la riduzione dei tassi di conversione del secondo pilastro.

Alla fine ha però prevalso un appoggio pragmatico principalmente per tre motivi.

La popolazione invecchia, la generazione del baby-boom è prossima al pensionamento, il numero di figli per coppia diminuisce. Questi fattori fanno sì che l’AVS sia sotto pressione e che anche il secondo pilastro non riesca più a garantire rendite adeguate: una riforma quindi è necessaria.

Secondariamente gli 840 franchi di rendita AVS in più all’anno e l’aumento del plafone massimo per le coppie fino a 2712 sono il primo miglioramento dell’AVS da venti anni: si tratta in un importante traguardo non soltanto simbolico. Questo aumento significa un reale miglioramento per la situazione dei salari bassi e allo stesso tempo rappresenta la rottura del tabù borghese vigente da due decenni dell’aumento delle rendite. È un piccolo passo, vero, ma è comunque meglio dello status quo.

Il terzo ed ultimo motivo che ci ha spinto a sostenere questa riforma sono i concreti miglioramenti per le donne, che a nostro avviso compensano in gran parte l’innalzamento dell’età pensionabile. Attualmente circa 500’000 donne in Svizzera sono assicurate unicamente al primo pilastro e se la loro situazione non cambierà dipenderanno in futuro solo dall’AVS: avendo spesso lavorato a tempo parziale, a salari inferiori degli uomini, con interruzioni dei loro percorsi lavorativi a causa della maternità le donne hanno importanti lacune nel loro sistema assicurativo che si ripercuotono pesantemente al momento del pensionamento. La previdenza vecchiaia corregge parzialmente questa situazione rafforzando il primo pilastro, migliorando l’assicurazione del tempo parziale e permettendo un pensionamento anticipato più flessibile.

Nonostante i vari punti negativi, reputiamo questa riforma il miglior compromesso ottenibile con i rapporti di forza attuali in parlamento: affossandola facciamo il gioco della Destra che proponeva l’ancoraggio dell’età pensionabile all’aspettativa di vita e l’innalzamento dell’IVA dell’1 percento. Allo stesso tempo siamo però consapevoli che resta molto da fare e siamo pronti a dare il nostro contributo!

La GISO appoggia inoltre il SÌ alla tassa sul sacco e sempre il SÌ alla Strategia energetica 2050, due proposte che verranno sottoposte al voto popolare il 21 maggio. Entrambe promuovono una maggior sostenibilità del nostro stile di vita: nei prossimi anni sarà imperativo ridurre l’uso di energia sporca d’origine fossile e nucleare favorendo il riciclo per proteggere l’ambiente che ci circonda.

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